Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Giu• 13•26

Adele Bruno, 27 anni, conosciuta come Adelina, fu ritrovata morta la mattina del giorno del suo compleanno, il 31 ottobre 2011, in un uliveto nelle campagne di Lamezia Terme, Catanzaro.
La vittima era scomparsa dal giorno precedente, dopo essere uscita insieme a Daniele Gatto, 28 anni, con il quale in passato aveva avuto una relazione. Il ragazzo in serata comunicò ai genitori di Adelina che la loro figlia era sparita e lui non riusciva più a mettersi in contatto con lei. Successivamente si presentò in commissariato per effettuare la denuncia di scomparsa, mentendo ai poliziotti e partecipando anche alle ricerche della dispersa.
Però nel corso della notte, colto dai rimorsi e dai sensi di colpa, Gatto rivelò a un suo parente sacerdote di avere ucciso la giovane. Il prete lo convinse a costituirsi in commissariato, dove si recò la mattina seguente per confessare il delitto di fronte agli inquirenti. Fu lui stesso a condurre gli agenti sulla scena del crimine, facendo ritrovare il cadavere della vittima.
Secondo le ricostruzioni delle indagini, Adele Bruno rifiutò l’ennesima richiesta avanzata dal ventottenne di riallacciare la loro relazione ormai chiusa. Per questo motivo scoppiò una lite che degenerò in una violenta aggressione. La ragazza tentò invano di scappare, ma lui prima la strangolò, poi la sfregiò ripetutamente al volto con delle canne appuntite, infine ne abbandonò il corpo esanime nei pressi di un casolare
Gatto era anche padre di un figlio, avuto da una precedente relazione. Sottoposto a una perizia psichiatrica, il reo confesso fu valutato capace di intendere e di volere nel momento del delitto.‍‍‍‍
Rinviato a giudizio in rito abbreviato, l’imputato fu condannato‍‍ in via definitiva a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato.‍‍

Kella Tribi.

Azzurro.

Written By: bruno - Giu• 12•26

Azzurro intenso del cielo, oggi, che il verde luminoso degli alberi esalta. In giornate come queste tutte le meschinità,i giochi di potere, sotterfugi per prevalere schiacciare sembrano quei residui acquosi grigiastri, un po’ schiumosi mescolati a frammenti indecifrabili che si radunano al ciglio delle strade dopo un forte temporale mentre nell’aria si diffonde il salvifico odore di ozono

Paola Mars.

computer

Written By: bruno - Giu• 12•26

stranamente ,come al solito i computer non fnzionano più,questa è una prova,grazie

Buoni per caso.

Written By: bruno - Giu• 11•26
In mezzo a tante guerre e disastri,si menano quasi dappertutto mentre ,qualcuno grida”boni” state boni,almeno per carità di Dio,che è meglio quasi sempre ,per gli agitati stare buoni,buoni con la mani in mano senza schiacciare grilletti o tirare bombe:boni state boni.Ma è difficile e molto probabile che chi è buono per caso non può garantire di essere tale per sempre.

Come pazzi.

Written By: bruno - Giu• 10•26
“E ci comportiamo come pazzi non solo nella nostra vita privata,ma anche in quella pubblica.Reprimiamo gli omicidi e le uccisione dei singoli uomini :ma che dire delle guerre e della gloria che consegue dal delitto di far strage di interi popoli”.Parole al vento quelle di Seneca-detestato da Augias-.

Rumori.

Written By: bruno - Giu• 09•26
Forse è colpa dei giornali della televisione o di internet,forse la colpa di tutto ,questo dare e avere della politica:che poi,di solito prendono solo,sarà dico questa grande confusione dei media che frastornano in un gran farfugliamento di giusto o sbagliato.Questo continuo ,continuo azzufarsi dico,che infastidisce,mentre per qulcun altro è pane e “informazione”,pane e lavoro,come si sarebbe detto un tempo ma ,personalmente mi ricorda quel filosofo antico,sempre contemporaneo,quando forse scrive o dice:bisogna tener conto delle parole degli ignoranti,come i rumori del ventre”che mi importa”scrive,””se risuonano in alto o in basso”.

Il gioco del cerino.

Written By: bruno - Giu• 08•26
Bella,questa storia del cerino con la Russia.Biden e Putin si sono messi a menarsi per l Ucraina,l ‘Europa con tutti i suoi volenterosi si è messa immediatamente in fila contro la Russia,al tempo di Biden,al tempo Biden ripeto.Poi cosa è successo cosa non è successo Biden perde le elezioni,Trump nuovo presidente d America si mette a parlare con Putin e lascia l Euopa con il cerino in mano,contro la Russia ma frattanto l’Europa deve comprare armi dall America,che della faccenda Biden Trump non se ne può fregar de meno.

Tumore.

Written By: bruno - Giu• 07•26

Prima o poi questa storia con il cancro finirà,e,si dice che Putin in Russia ha l’antidoto.Se,se fosse vero mezzo mondo chimico che vive grazie alle cure tumorali dovrebbe dichiarare banca rotta.

Certo-certa.

Written By: bruno - Giu• 06•26

Il denaro cade su certi uomini e donne come una moneta d’oro in una cloaca,Questo è un giudizio tranciante di qualche antico in vena di virtù,posto che qualcuno sappia e desideri essere “virtuoso” ,tutti ambiscono la loro cloaca in cui buttare l’oro ma,dato che si dice certi,solo certi e o certe, l’importante è non essere o non credersi, quel certo-certa.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Giu• 06•26

La mattina del 21 luglio 2011, verso le ore 08:30 in un’abitazione a Crema, vennero rinvenuti i corpi senza vita di Claudia Ornesi, 43 anni, e della piccola figlia Livia, di 2 anni e mezzo. La drammatica scoperta fu compiuta dal padre della donna, preoccupato perché la figlia non rispondeva al telefono.‍
Mamma e figlia furono trovate distese sul letto, uccise per aver respirato il gas emanato da alcuni fornelletti da campo lasciati accesi e collegati a delle bombole. Secondo l’autopsia, le due furono anche gravemente intossicate dall’assunzione di notevoli quantità di tranquillanti.
Circa tre anni prima, nel settembre del 2007, la donna conobbe un primario oculista di 49 anni: Maurizio Iori, il padre di Livia. L’uomo era sposato, ma in procinto di divorziare dalla prima moglie da cui aveva avuto due figli. Nei mesi successivi Claudia e Maurizio intrecciarono una relazione e, di lì a poco, lei rimase incinta. Iori però non ne voleva sapere di avere un’altra figlia e tentò in tutti i modi di farla abortire
Nonostante le insistenze da parte del primario, Claudia fu determinata a portare avanti la gravidanza. Così nacque Livia. Nel maggio del 2011 la quarantaduenne scoprì che Iori aveva sposato un’altra donna, da cui aveva avuto un quarto figlio.
Dopo il rinvenimento dei corpi, avanzò inizialmente l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. La donna avrebbe lasciato accesi i fornelletti per uccidere la figlia e togliersi la vita. Maurizio accennò agli inquirenti di una probabile depressione della quarantaduenne. Una circostanza che però fu smentita in modo deciso dai familiari e dalle amiche più strette, che riferirono che Claudia era felice, e aveva già prenotato le vacanze per agosto.
Circa tre mesi dopo il drammatico accaduto, il 14 ottobre 2011, l’uomo fu arrestato con l’accusa di duplice omicidio.‍ Secondo gli investigatori aveva ideato un piano di morte diabolico per liberarsi dell’amante e della figlia non voluta. Ma ad incastrarlo fu il ritrovamento di una lettera, spedita da Claudia a Maurizio il precedente 30 giugno, in cui la donna reclamava che la dignità riconosciuta alla figlia Livia dovesse essere pari a quella degli altri figli dell’uomo, voleva che l’uomo si prendesse le proprie responsabilità.
L’uomo progettò quindi di uccidere Claudia e la figlia Livia in modo subdolo e diabolico. Prima le aveva stordite con delle sostanze tranquillanti mescolate nel cibo, poi tolse la vita a entrambe, facendo respirare loro il gas butano emanato dai fornelletti da campo collegati alle bambole
Il 18 gennaio 2013 Maurizio Iori fu condannato all’ergastolo e a due anni di isolamento diurno dalla Corte d’Assise di Cremona.‍ L’imputato fu riconosciuto colpevole di duplice omicidio pluriaggravato e simulazione di reato
La sentenza fu confermata il 6 giugno 2014 dalla Corte d’Appello di Brescia e,‍in via definitiva, il 10 dicembre 2015 dalla Corte di Cassazione.‍

Kella Tribi.